Chiesa della Madonna di Fatima

Lungo la navata laterale di destra, in prossimità dell’altare, è ancora visibile la prima pietra da cui tutto ebbe inizio. E’ in basso, parzialmente sotto al livello del pavimento, che è scavato in modo da non nasconderla, per lasciare che lo sguardo ci possa inciampare e ricordare che tutto ciò che ora è grande, un tempo è stato piccolo.

ITINERARIO NOSTALGIA

Chiesa della Madonna di Fatima

Renato ricorda quando la chiesa non era la chiesa di ora, ma un edificio modesto che sorgeva dove adesso c’è l’oratorio. Era una cappella di dimensioni minute, dove la messa si teneva solo alle ore 17 e con lo sguardo si abbracciavano tutti i partecipanti. Poi, vennero le donazione dei terreni circostanti, e con l’ampliarsi del quartiere si ampliò anche la chiesa. Le mura spesse trattengono il fresco e il silenzio, il rumore dei passi risuona fino agli alti soffitti, mentre ci si dirige al transetto per ammirarne le statue, in primis quel Cristo crocifisso che sorprende perché privo di uno degli elementi fondamentali: la croce. Renato sorride e dice che ne ha ricevuti di commenti negativi negli anni quella statua: l’atteggiamento del Cristo è stato piuttosto paragonato a quello di uno zombie o di un fantasma. Eppure, risulta ora così difficile immaginare la chiesa senza. Forse, non sarebbe la stessa.

Dalla prima pietra, 50 anni dopo

Renato Busato


“Noi del Polo siamo un po’ gelosi della nostra bella chiesa…”

Renato Busato a proposito della parrocchia di Madonna di Fatima

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