Corso Matteotti

Ci sono strade destinate a rovesciarsi nel loro contrario, a contenerlo. Sono strade palindrome, leggibili contemporaneamente in due direzioni. Via Garibaldi è una di queste: per chi l’attraversa leggendone i muri increspati, le ringhiere arricciate in volute di ferro battuto, le vetrine che si susseguono racconta una storia vitale, luminosa, suggestiva; ma chi cammina tra i negozi abbandonati, i portoni scardinati e le gramigne fameliche sente un racconto diverso, doloroso, indignato, desolato. 

ITINERARIO NOSTALGIA

Corso Matteotti

Ogni medese nella cui memoria sia conservata l’antica geografia di Corso Matteotti lo percorre ora masticando rabbia e tristezza. Ne rievoca il vecchio spirito, lo invoca dalla tomba d’oblio in cui sembra precipitato, lo obbliga a sdraiarsi sul degrado attuale, infiltrandosi nelle crepe, imbevendone le fenditure, fino a dilatarlo, restituendogli il suo originario respiro. Rivive così la leggerezza di tulle bianchi e il fruscio di strascichi là dove c’era il Giatti, negozio di abiti da sposa. Rivive la prima e ultima ludoteca di Meda, che ha visto petti infervorarsi di fronte all’umanissima tentazione di abbandonarsi alla competizione. Rivive la curiosa meraviglia che Adriana provava nell’accedere alla vecchia cartoleria, nel salutarne il buffo proprietario, un “nonnino gentilissimo”, pronto a mostrarle autentici tesori, lapis dalle punte colorate, blu e rosse, Barbie da collezione, di quelle muovevano le dita, una per una, e tante altre amenità, evaporate ormai nello spazio intangibile dei ricordi.


“Quella che era la via dello struscio ora è tristezza a ogni passo”

Anna Colombo

Questo luogo è presente anche nei seguenti itinerari:

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