La bottega dei prussiani

Il viaggiatore che affida la propria auto alle cure del meccanico in via delle Colline forse non sa che i suoi pneumatici stanno calpestando quella che una volta era la “Bottega dei Prussiani”, che l’odore della benzina di oggi si innesta sull’odore di colla di ieri, che i brontolii del motore sono la metamorfosi di un coro di variopinti canarini.

ITINERARIO NOSTALGIA

La bottega dei prussiani

Questa è una storia che comincia con Napoleone. Non proprio con Napoleone in persona, in realtà, con un soldato semplice, che però, durante la guerra di Prussia, l’ha intravisto, piccolo eppure maestoso, il grande generale. Poi la guerra è finita, il soldato è rientrato in Italia, a Meda, per la precisione, gli anni sono scivolati via uno dopo l’altro come grani di un rosario, e si è trovato vecchio e nonno. I suoi quattro nipoti, tutti e quattro intagliatori, avevano nelle dita la stessa sapienza nel lavorare il legno, ma nella testa idee appassionatamente diverse. Uno era socialista, uno comunista, il terzo militava tra le fila della Democrazia cristiana e l’ultimo… l’ultimo non ne voleva sapere di politica. Lavoravano nella stessa bottega, che in onore del nonno veniva chiamata la “Bottega dei Prussiani”; un luogo che era un vero e proprio catalizzatore per i sensi, almeno per come lo ricorda Mario, che ne ricostruisce il perimetro a partire dal profumo di colla di pesce che stordiva chiunque vi accedesse. Era per via del pentolone, in cui la colla bolliva, che era sempre sul camino; ma la vera festa dei sensi era il muro di fronte all’entrata, completamente occupato dalle maglie di tante piccole gabbie per canarini. Con il loro piumaggio dai colori accesi, vivaci, anche insoliti, e il loro canto ininterrotto proiettavano il visitatore in una stravagante danza di percezioni. 

La bottega dei prussiani


“Su tutto il muro, un cinguettio unico”

Mario Castiglioni

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